Vogliamo stabilire nuovi standard nella digitalizzazione “
” e per questo stiamo facendo ricerca in diversi ambiti per rendere l’IT a impatto zero sul clima.
Vogliamo stabilire nuovi standard nella digitalizzazione “
” e per questo stiamo facendo ricerca in diversi ambiti per rendere l’IT a impatto zero sul clima.
Il nostro obiettivo è rendere le tecnologie digitali nel loro complesso più sostenibili. Noi di windCORES ci dedichiamo quindi a diverse tematiche per sviluppare un IT climaticamente neutro, efficiente dal punto di vista energetico e orientato al futuro. Uno dei nostri punti chiave è il settore dell’High Performance Computing (HPC).
Di seguito trovi una panoramica dei progetti di ricerca a cui partecipa windCORES.
Il progetto di ricerca denominato “IPCEI — Next Generation Cloud Infrastructure and Services (IPCEI CIS)” è stato avviato da sette Stati membri. Per il progetto sono stati stanziati fino a 1,2 miliardi di euro di fondi pubblici, che dovrebbero sbloccare ulteriori 1,4 miliardi di euro di investimenti da parte del settore privato. Nell’ambito dell’IPCEI, 19 aziende, tra cui anche piccole e medie imprese, realizzeranno 19 progetti altamente innovativi.
Il nome ufficiale del progetto, IPCEI-CIS, suona un po’ complicato e a prima vista non dice molto sul vero scopo dell’iniziativa. Sono le ultime tre lettere a fare la differenza: riassumono di cosa si tratta: infrastrutture e servizi cloud. Secondo il comunicato ufficiale di Bruxelles, l’obiettivo principale è unire le capacità di calcolo centralizzate e decentralizzate di diversi attori su una base tecnologica comune e aperta. «Le aziende partecipanti svilupperanno un software open source che consentirà di fornire servizi in tempo reale con bassa latenza tramite risorse di calcolo distribuite vicine agli utenti, riducendo così la necessità di trasferire grandi quantità di dati su server cloud centralizzati», si legge nel comunicato stampa ufficiale dell’UE.
«In parole povere, si tratta di un sistema cloud europeo autonomo, con una struttura federale e distribuita, a cui partecipano tutti gli attori coinvolti», spiega Fabian Löhr, responsabile del progetto. Ecco come descrive il ruolo di windCORES nel progetto: «Il nostro compito, come gestori di centri di calcolo decentralizzati integrati nelle turbine eoliche, potrebbe essere quello di fornire una delle future interfacce per un funzionamento efficiente dal punto di vista energetico, rispettoso delle risorse e a impatto zero sul clima». Perché una cosa è certa: secondo l’UE, il progetto non deve fare altro che «promuovere la transizione digitale e verde in Europa». L’obiettivo è fornire le tecnologie e le soluzioni necessarie per raggiungere la strategia digitale entro il 2030: l’utilizzo della tecnologia cloud da parte del 75% delle aziende europee e l’installazione di oltre 10.000 supercomputer in tutta Europa.
Maggiori informazioni sul progetto:
“Reti di supercomputer ottimizzate dal punto di vista energetico grazie all’uso dell’energia eolica” (ESN4NW): dietro questo titolo si nasconde un nuovo progetto collaborativo a livello nazionale guidato dal SICP – Software Innovation Campus Paderborn dell’Università di Paderborn. In collaborazione con WestfalenWIND IT, azienda membro del consorzio, è nata l’idea di sviluppare una nuova infrastruttura HPC basata su un approccio sostenibile. Il Ministero federale dell’Istruzione e della Ricerca (BMBF) finanzierà il progetto per i prossimi tre anni con circa 2,5 milioni di euro. Del consorzio fanno parte anche l’Università di Passau, l’Istituto Fraunhofer per l’affidabilità e la microintegrazione IZM e le aziende AixpertSoft GmbH, Rittal, Atos Deutschland e Zattoo.
L’obiettivo del progetto è sviluppare l’infrastruttura e la gestione operativa di un cluster HPC all’interno di diversi impianti eolici. L’energia rinnovabile disponibile direttamente in loco verrà integrata nella gestione operativa per sfruttarla al massimo. Inoltre, si terrà conto anche del calore residuo prodotto come fattore limitante. Insieme, i partner del consorzio studieranno e dimostreranno il potenziale dei nostri windCORES: turbine eoliche che ospitano centri di calcolo nelle loro torri e li alimentano in modo climaticamente neutro con l’energia eolica generata in loco.
Gli obiettivi in breve:
Maggiori informazioni sul progetto sul sito del Ministero:
Anche piccoli risparmi energetici nei data center portano a una riduzione significativa delle emissioni di CO2. È proprio qui che entra in gioco il progetto WindHPC, che punta a ridurre il consumo energetico migliorando l’efficienza dei codici di simulazione, dei flussi di lavoro HPC e della gestione dei dati. È il primo progetto di questo tipo a collegare i computer dei parchi eolici a un centro HPC.
Nel progetto, per prima cosa si analizzerà il consumo energetico delle singole simulazioni su diversi tipi di hardware e in varie sedi, utilizzando metriche di efficienza energetica, e si porterà avanti lo sviluppo di gemelli digitali a questo scopo. Questi potranno poi essere utilizzati per un’analisi più accurata e per sfruttare al meglio il potenziale di risparmio energetico.
Un altro aspetto di WindHPC è il primo collegamento tra i computer presenti negli impianti eolici e i centri di calcolo HPC. In questa fase, si prevede di collegare i computer presenti negli impianti eolici della nostra WestfalenWIND IT GmbH & Co KG, i cosiddetti windCORES, alle risorse di calcolo HPC dell’HLRS. Per rendere possibile tutto questo, si svilupperanno procedure di scheduling intelligenti che, tenendo conto del fabbisogno energetico e della tempistica delle simulazioni richieste, distribuiranno e eseguiranno in modo ottimale l’intero flusso di lavoro tra queste due risorse.
Oltre a noi, partecipano al progetto anche questi partner: Università Helmut Schmidt/Università delle Forze Armate Federali di Amburgo, Università Tecnica di Monaco, Università Tecnica di Berlino, Università Tecnica di Kaiserslautern, Università di Stoccarda (VISUS)
Gli obiettivi in breve:
Maggiori informazioni sul progetto sul sito del Ministero:
Un volume di dati elevato e in continua crescita rallenta la comunicazione nell’Internet delle cose (IoT). A risolvere il problema ci pensano approcci organizzativi e architetturali decentralizzati per le reti di comunicazione, come il cosiddetto edge computing, che elaborano i dati in prossimità geografica del loro luogo di origine o di destinazione, garantendo così un uso efficiente della larghezza di banda e un’elaborazione in tempo reale. Questi miglioramenti in termini di efficienza grazie all’Edge Computing vengono sfruttati anche in settori sensibili e sempre più critici dal punto di vista della sicurezza, come la produzione di energia. La sfida in questo caso è proteggere l’hardware e i servizi utilizzati dagli attacchi informatici in ambienti operativi spesso non uniformi. Gli standard, i processi e i servizi utilizzati nei data center tradizionali non sono quindi adatti a questo scopo.
L’obiettivo del progetto “Sicurezza cyber-fisica tramite radiometria per l’edge” (C‑ray4edge) è sviluppare un quadro tecnico per garantire la sicurezza dell’edge computing. Il «funzionamento normale» di un nodo di rete viene registrato come profilo della sua emissione elettromagnetica. Confrontando i profili in momenti diversi si riesce a individuare eventuali manomissioni dell’hardware. Una centrale di controllo può così monitorare un gran numero di nodi di rete sulla base dei profili creati. Questo monitoraggio è integrato da prove di identità, i cosiddetti «ancoraggi di fiducia», presenti nell’hardware. Si punta inoltre a ottenere una maggiore affidabilità dei sistemi attraverso lo sviluppo di un sistema di automonitoraggio e il miglioramento della gestione delle risorse.
La gestione autonoma dell’energia, l’autodiagnosi dell’hardware obsoleto e una gestione sicura ed efficiente degli aggiornamenti sono gli elementi chiave di una soluzione innovativa, come quella che verrà utilizzata, ad esempio, per l’installazione di centri di calcolo nelle turbine eoliche, i nostri windCORES. Al termine del progetto, i partner del consorzio continueranno a sviluppare i risultati della ricerca fino a renderli pronti per il mercato. In prospettiva, i risultati della ricerca confluiranno nello sviluppo di standard e sistemi open source per l’IoT. Questi contributi sono importanti anche per l’industria automobilistica, il settore energetico, la logistica e altri ambiti applicativi con infrastrutture sensibili.
Gli obiettivi in breve:
Maggiori informazioni sul progetto sul sito del Ministero:
https://www.forschung-it-sicherheit-kommunikationssysteme.de/projekte/c‑ray4edge
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+49 5251 | 68 25 822
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